Nel tempo di Quaresima, che lentamente apre la Settinama Santa, la tradizione cristiana invita a un gesto che non resta simbolico, ma prende forma nella realtà: la carità. Non come parola astratta, ma come risposta concreta a situazioni che interrogano la coscienza.
In questi giorni, il Dipartimento dell'Ospitalità, diretto dal nostro confratello Elvino, segue con attenzione gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, mantenendo un contatto diretto col Provinciale del Libano. Le informazioni che giungono raccontano una situazione complessa, segnata da tensioni e sofferenze diffuse tra la popolazione civile.
Secondo quanto riferito dal Provinciale, fr. Hachem Boulos, diverse famiglie sono state costrette ad allontanarsi dalle proprie abitazioni. Tra queste, si trovano nuclei particolarmente fragili: malati oncologici, persone sottoposte a dialisi, anziani che vivono condizioni di estrema vulnerabilità e che, in questo momento, faticano ad accedere a un'assistenza minima.
In questo scenario, emerge con forza il lavoro silenzioso e instancabile dei confratelli presenti sul territorio. Il loro impegno quotidiano si traduce in un sostegno essenziale, spesso costruito con risorse limitate ma con una determinazione che testimonia una prossimità unica.
E' proprio alla luce di queste realtà che, in accordo col Maestro Generale e il presidente OMC, è stato proposto di orientare il cammino verso la Pasqua con un'attenzione particolare verso queste comunità. Un invito che non si esaurisce nella riflessione, ma che si apre alla partecipazione concreta attraverso una raccolta di offerte destinata a sostenere direttamente le famiglie coinvolte.
L'iniziativa si inserisce in una dimensione di responsabilità condivisa: ogni contributo viene gestito attraverso i canali ufficiali dell'OMC e destinato integralmente agli scopi indicati, con l'obiettivo di garantire un aiuto immediato e trasparente.
In un tempo segnato da fragilità e incertezze, la Settimana Santa diventa così anche occasione per riscoprire il valore di una solidarietà che supera le distanze geografiche e si traduce in gesti concreti. Non si tratta soltanto di sosteere , ma di riconoscere nell'altro una parte viva della stessa comunità umana.


