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Domenico: nella luce della Trasfigurazione

06/08/2021 14:21

MJC

News, Generale, approfondimento,

Domenico: nella luce della Trasfigurazione

Otto secoli fa nasceva al cielo Domenico di Guzman

Sei Agosto 1221.  A cinquant'uno anni,  Domenico, dopo una vita a percorrere le strade d'Europa, è steso per terra, in una cella del convento di Bologna. La prima volta ci era arrivato nel 1218, due anni dopo l'approvazione dell'Ordine dei Predicatori da parte di Onorio III.  Aveva scelto Bologna, una delle città più popolose dell'epoca e , sopratutto, sede di una prestigiosissima università, che avrebbe permesso ai suoi frati di studiare e insegnare.  Qui si era stabilito con i primi compagni nella chiesa di Santa Maria della Purificazione, per poi trasferirsi nella chiesa di San Niccolò delle Vigne, dove stabilmente nacque e crebbe il convento domenicano. 

Era per terra, Domenico, senza un letto, senza un cuscino, in estrema povertà. La povertà mendicante che lo aveva reso "alter Christus", e che gli permetteva di arricchirsi della contemplazione di Dio. Era una povertà che si faceva ricchezza di bene, di bellezza, di amore. Nello sguardo costante riflesso all'Eterno, Domenico riusciva sempre a parlare con Dio o a parlare di Dio. Lo faceva con quell'amore puro dovuto alla Madre, la Vergine Maria, a cui si sentiva legato da un profondo sentimento di venerazione, così da essere lui il grande soldato di Cristo che, come racconta Alain de La Roche, vince l'eresia con la recita del Rosario.

Una povertà mendicante, quindi, per lui e per i suoi frati, che hanno come unica risorsa Cristo stesso. 

Domenico fonda una società sul modello degli Apostoli. Tutto è pensato per mettere al centro l'amore di Dio e l'amore per i fratelli. Tutto è pensato perchè questo amore scaturisca dalla conoscenza dell'amato, e, in virtù di ciò, nella consapevolezza che tutto deve concorrere alla realizzazione del Regno di Cristo.

"Domenico fu detto ; ed io ne parlo

sì come de l'agricola che Cristo

elesse a l'orto suo per aiutarlo"

Con questi versi nel Canto XII del Paradiso, il Sommo Poeta fa definire il santo fondatore: un aiutante scelto da Cristo a condurre la sua messe.

Nella sua vita ha visto il dileggio della religione, la violenza, la morte, la povertà.

Domenico non si scoraggia in un mondo di tenebre, ma diventa egli stesso quel portatore di luce che rischiara la notte. "Lumen Ecclesiae" lo ricorda la liturgia, e la sua luce risplende perchè è riflesso della luce sfolgorante di Cristo Risorto.

Domenico ora è lì, per terra, in una cella non sua perchè lui, il fondatore, non ne aveva. Stanco del suo lavoro, ma pronto a ricevere la giusta ricompensa. 

E' la festa della Trasfigurazione del Signore. Domenico abbraccia, nella sua luce gloriosa, il Salvatore, suo Dio e suo Signore.

Ad ottocento anni dalla sua nascita al cielo, Domenico è ancora a percorrere le strade del mondo, attraverso i suoi frati, le monache , le suore e il laici del suo Ordine e attraverso tutte le realtà e le singole persone che vedono in lui la stella nella notte,  l'araldo di Maria che indica la via, verso Gesù, unico e vero Signore e Salvatore della Storia.

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