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Il mantello nero e bianco

Il Beato Raimondo di Capua, nella Legenda Maior di Santa Caterina da Siena, riporta che lo stesso San Domenico concesse ai primi membri della "Milizia" i colori del proprio abito. La cappa che i membri MJC indossano durante le celebrazioni religiose è un richiamo all'abito domenicano, e nella sua foggia riprende la vocazione cavalleresca dell'Associazione. La croce sul lato del cuore testimonia la vita spesa a servizio della Chiesa. I colori bianco e nero rappresentano l'umiltà e la luce della fede nelle tenebre del mondo.

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La croce gigliata

La croce gigliata che i membri della Milizia di Gesù Cristo indossano ha la foggia cistercense, richiamando non solo l'apporto del vescovo di Tolosa Folco alla fondazione dell'Istituzione, ma sopratutto condividendo con i cistercensi la devozione e l'amore filiale per la Santa Vergine. I colori domenicani richiamano il carisma di origine, sebbene posti in maniera differente evidenziando una autonomia rispetto all'Ordine dei Predicatori

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La corona del Rosario

Fedele alla sua tradizione, i membri della Milizia di Gesù Cristo portano con sè la corona del Rosario. Stando alle cronache di Raimondo di Capua, fu proprio San Domenico che affidò ai primi membri della Milizia, che non erano religiosi, un metodo di preghiera che riprendesse i 150 Salmi dell'Ufficio Divino, attraverso altrettante Ave Maria. Possiamo in questa prima forma scorgere l'origine del Rosario.

Ogni membro della Milizia di Gesù Cristo lo riceve come arma per il proprio combattimento contro il peccato.

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La spada

La spada che simbolicamente viene consegnata al membro della Milizia di Gesù Cristo durante la cerimonia di investitura, richiama la buona battaglia della Fede, così come viene ricordata da San Paolo. La spada non è un'arma da usare contro il prossimo, ma serve a tagliare i legami col peccato e vincere con l'amore l'egoismo e le debolezze della vita quotidiana.

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